mercoledì 22 aprile 2009

La vita dopo il petrolio

Continua la collaborazione con Luca Masera, ecocriticometanista, nella recensione dei libri più curiosi e attenti alle tematiche a noi più care.

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L'era petrolifera è finita e il mondo sta raggiungendo velocemente (per alcuni addirittura lo ha raggiunto…) il picco di produzione del greggio le cui scorte sono sempre più scarse! Sulla base dell’assunto che nessuna rivoluzione è possibile a meno che non sia desiderabile e desiderata, La vita dopo il petrolio non si riduce a uno di quei manuali che predicono il futuro, ma si limita a parlarcene illustrando con ottimismo le tante possibili alternative alla scarsità del bene combustibile più prezioso che l’uomo abbia mai avuto… il petrolio! Diciotto esperti di fama internazionale rispondono ciascuno per il proprio ambito a domande quali come cambierà il mondo quando l'energia non sarà più a buon mercato? Che tipo di agricoltura svilupperemo e che cibo mangeremo? Come saranno garantiti i trasporti e come cambieranno i processi produttivi? Come saranno fatte le nostre case e a che modello di sviluppo tenderanno i Paesi più poveri? Come cambieranno i rapporti geopolitici, la finanza, la medicina e addirittura la religione?

Se ci dovessimo affidare all’immensità di internet per cercare di fare il punto della situazione in tema di petrolio, ci troveremmo di fronte a mille teorie senza fondamento che danno la colpa a tutto ciò che sta succedendo a Bin Laden e ad Al Qaeda piuttosto che a un complotto delle compagnie petrolifere. Esistono, invece, spiegazioni scientifiche basate, tra le altre cose, sui mercati e sulla legge della domanda e dell’offerta per dare risposte razionali ai tanti quesiti. A questo proposito, anche se a detta della maggior parte degli esperti la fine del petrolio è ancora lontana nel tempo, essendo comunque una risorsa finita, mano a mano che lo consumiamo si farà ovviamente sempre più scarso e di conseguenza più caro.

Oggi come oggi il petrolio rappresenta la principale fonte di energia primaria per l’economia mondiale costituendone da solo circa il 40%. La sua importanza non è però riscontrabile esclusivamente in termini quantitativi dal momento che, se ci mettiamo in una prospettiva qualitativa, il petrolio è in grado di fornire un’energia compatta e facilmente trasportabile al contrario del gas e del carbone: per essere spostate, infatti, queste due risorse (anch’esse non dimentichiamoci limitate) andrebbero trasformate in combustibili liquidi dando così vita a una catena di aumenti dei prezzi dell’energia incredibile. Lo stesso effetto domino si verificherebbe nell’industria dell’agricoltura, in quella automobilistica, del turismo e così via. Per non parlare di tutte quelle guerre che già oggi hanno come motivo principale l’accaparramento di ciò che rimane delle risorse energetiche.

Posto quindi che l’esaurimento del petrolio è un problema grave che non si può rimandare in eterno vivendo in una condizione di sovra sfruttamento come la nostra, ci si deve muovere il più rapidamente possibile adattandosi a un flusso di materie prime compatibile con la sostenibilità. In questa fase di transizione verso una società basata su risorse rinnovabili, dovremo adattarci a rinunciare a cose che nel passato ci sono sempre sembrate ovvie e concentrare, invece, le nostre risorse sulle infrastrutture necessarie per costruire un sistema basato sull’energia rinnovabile.


A cura di G. Ruggieri e Pietro Raitano
Edizioni Terredimezzo

11€

4 commenti:

Carla ha detto...

A quest'ora già al lavoro sul blog? Sempre interessanti i tuoi articoli! Buona giornata, Carla

Marco ha detto...

shhh Carla... sono i "misteri" della programmazione di blogspot. Non sveliamoli :-D Era già da qualche giorno che aspettava di prendere luce questo post ... Grazie Carla per passar da queste parti e per trovare il tutto interesante. E grazie soprattutto a Luca che mi sforna recensioni come un vulcano della Papuasia (sempre ammesso che lì ci siano vulcani :-d ).

gturs ha detto...

Ciao marco, ma cosa ci aspetta l'hai capito?
ao, roberta.

Marco ha detto...

ao roby... io me lo immagino, purtroppo. ma confido sempre che cambiare si può. almeno il nostro piccolo mondo.