lunedì 21 dicembre 2009

I consigli di Consumo Meno per un caldo inverno.

E' arrivato il freddo dell'inverno. E oggi che è anche il solstizio d'inverno è proprio ufficiale: il sole è lontanissimo! Ho raccolto qui sotto i post che raccontano delle mie avventure nel contenimento dello spreco d'energia per riscaldare. Si sa mai dovessero servire a qualcuno ...



Storia di un lustro dei miei consumi di gas
Pannelli termoriflettenti per termosifoni
Isolamento soletta sottotetto
Pannelli solari termici
Stufa a pellet
Valvole termostatiche
Paraspifferi
Guaine termoisolanti


Ultimo post dell'anno. Buon Natale e buon anno a tutti (in particolare alla Danda che mi ha fatto trovare come regalo la testata del blog "ripulita").

martedì 1 dicembre 2009

L'ecomostro che c'è in me.

Nessun è perfetto. Io in particolare. Racconto su questo blog le mie avventure quotidiane nel tentare di contenere i consumi e nell' affrontare una vita più eco-equo sostenibile. Ma il cammino è arduo. E' fatto di piccoli e felici passi fatti ogni giorno e di tanti grossi errori ancora da sistemare. Molte le tantazioni di cui son vittima e che voglio condividere con voi. E' giunto il momento di fare outing.

1) Adoro i fast food. Mi piace la carne, il cibo veloce, il panino, il Mac. Oramai ci vado pochissimo. Ma non nego che adoro il cibo fast. Fortuna che c'è la Lo. Devo provare il Machebun, una agrihamburgheria piemontese.
2) Sono pigro. Pigrissimo.
3) Mi piace la Tv e son vittima dello zapping selvaggio.
4) Moto zero. Mi ero promesso d'andare di più in bici rispetto all'auto ma il punto 2) regna sovano.
5) A tavola non mi piace il vino. Neanche un bicchierino. Preferisco ogni tanto una bibita gassata.

E questo è solo l'inizio. Mi ripropongo di tornare ogni tanto su questo post per aggiornare la lista e per ricordarmi sempre di volare basso. Che d'aquile ce ne son già troppe.
Potrebbe diventare uno dei premi che circolano tra i blogger (e che io schivo sempre). Se vi va raccontatemi l'ecomostro che c'è in voi nei commenti.

giovedì 26 novembre 2009

Movimento etico sociale: un nuovo laboratorio politico eticamente orientato

Sto seguendo con curiosità i lavori della costituente del Movimento Etico Sociale. Ho fatto 10anni di politica locale e sono conscio dell'importanza che la politica ha nelle scelte nelle nostra vita. Non mi ritrovo in chi sostiene che tutto è un "magna magna". Con questo parametro di giudizio tutto è sporco: la politica come la religione, il volontariato come la scuola, la giustizia come sport,.... E siccome in questi discorsi populisti io non mi ritrovo, mi interessa non solo cambiar il mio mondo (che è già tanto) ma anche trovare movimenti che possano cambiarlo tutto questo mondo, partendo proprio dal basso. Dal piccolo.
Da anni non riuscivo a trovare un soggetto politico in cui potessi ritrovare l'attenzione alle idee che più mi interessano ma che avesse contempraneaene un radicamento sul territorio e anche un forte senso pratico e non solo ideologico.
Leggendo Valori mi sono imbatutto nel sito del Movimento Etico Sociale e non potevo credere alle mie orecchie.
Condivido tutte le posizioni di questo movimento. Generalmente sono sempre stato abituato a scendere a compromessi per trovare qualcosa che mi piaceva in un partito e mi turavo il naso su tutto il resto.
Questo movimento tenta di dare la voce ai circa 3 milioni dipersone in Italia che sono eticamente orientate che non hanno una rappresentaza politica. Un movimento organizzato e non campato per aria e con forti radici sul territorio. Da una parte le idee e dall'altra la concretezza, che molto manca nel mondo "buono" dell'etico. Sono riusciti a coinvolgere al momento movimenti ecologisti, i verdi, gli immagrazionisti, steineriani, imprenditori eticamente orientati e della finanza etica, la rete lilliput con Alex Zanotelli, lifegate, ctm e il commercio equo e solidale , Jacopo Fo e la Libera Università di Alcatraz.
Da oggi avranno un umile osservatore in più.












lunedì 23 novembre 2009

Porte e paraspifferi (e paraponzi ponzi pò)


E' talmente semplice e conosciuto che non sapevo se riportarlo o meno sul blog. I paraspifferi alle porte e alle finestre sono utilissimi per aiutare a trattenere il calore nelle nostre case. Per le porte ho utilizzato quelli che vedete in foto che ho trovato semplicemente al supermercato vicino casa.
Le ho trovate di diverse colori (trasparenti, bianche o marroni) per mimettizzarsi (o distinguersi, perchè no) sulla porta. Quando tornavo a casa la sera dal lavoro dall'esterno vedevo sempre uscire la luce dalla fessura sotto la porta. Ora con i paraspifferi, messi sia all'interno che all'esterno delle porte, la luce e l'annesso calore ce li godiamo solo noi. Perdonateci l'egoismo.

giovedì 19 novembre 2009

Gavone per bagagliaio Fiat Doblò Natural Power

Il bagagliaio del Doblò Fiat a metano (Natural Power) presenta uno scalino di difficile interpretazione.

Sotto risiedono le bombole di metano. E fin qui tutto ok. Non si capisce il perché, però, i progettisti non abbiano provveduto a chiudere il buco che si crea dove finisce la zone bombole e all'interno del quale finisce tutto e di più: dalla spesa al povero cagnolino trasportato.
Sul sito di metanoauto ho trovato le foto di un utente, andrea, che consiglia come ristrutturare l'interno del bagagliaio per ovviare alla situazione. Non avendo le sue capacità tecniche, col mio babbo (più il mio babbo che io) abbiamo costruito un gavone decisamente più spartano, fatto sempre con del legno di recupero. L'effetto è decisamente meno professionale ma il risultato è identico: chiudere quel maledetto buco e rendere il baule su un piano unico sfruttando la chiusura come pratico "ripostiglio", un "gavone" per attrezzi o per il materiale del campeggio.
L'idea geniale del mio papà è stata quella di utilizzare la fessura che si crea tra la fine del bagagliaio e l'inizio del paraurti (quello segnato dalla freccia rossa).

Lì si incastrerà l'anima del gavone. In questo modo non si toccherà minimamente la carrozzeria, non si dovranno fare fori. Tutto sarà semplicemente appoggiato e non modificherà minimamente l'interno dell'autovettura. Questa è invece l'anima del gavone che si incastra nella fessura e sulla quale è stata poi costruita tutta l'armatura.
Una volta create le pareti superiore e posteriore, abbiamo costruito un divisorio interno per permettere così la creazione di due spazi distinti per il ricovero degli attrezzi.

Sulla parte superiore abbiamo messo delle semplici strisce di velcro inchiodate con una graffettatrice. Sarebbe stato meglio inchiodarle sotto la parte superiore così non si sarebbero viste. Ma ce ne siam accorti tropo tardi. Ce lo ricorderemo se mai ci sarà un prototipo n.2.
Questo è il lavoro ultimato.

Il gavone si può togliere e mettere in pochi secondi , dovesse essercene la necessità. Ora il bagagliaio è sempre in ordine. Niente più scivola nel buco, il trasporto degli oggetti è molto più comodo e anche i viaggi con la Nina sono decisamente più sicuri.
Ho fatto un piccolo video del montaggio finale per comprenderne meglio il funzionamento.



lunedì 16 novembre 2009

Guaine termoisolanti per combattere le dispersioni di calore del riscaldamento domestico

Arriva l'inverno. Per il principio che la miglior fonte di energia è quella risparmiata ho continuato nella coibentazione dei tubi dell'acqua calda della caldaia. I tecnici dell'impianto solare termico avevano già coperto con guaine i tubi dell'impianto solare. Ecco come si presentavano i tubi del riscaldamento (quelli rossi sono quelli dell'acqua calda)Mi avevano consigliato di coprire anche quelli del riscaldamento. E così mi sono procurato delle guaine isolanti e ho coperto i tubi dell'acqua calda, in modo che si disperda il minor calore possibile. Il locale caldaia, avendo delle aperture di sicurezza, è generalmente fresco. Spero che anche questo accorgimento mi aiuto a contenere la dispersione del calore.

Ecco il locale caldaia adesso

Le due guaine usate

lunedì 9 novembre 2009

Mi si è rotto il cancello elettrico. Finalmente.

Non lo sopportavo più. Ogni anno, puntuale come un banchiere svizzero, si rompeva il cancello elettrico.
A casa mia ci sono poche tradizioni. Non amo i festeggiamenti. C'è il Natale, il compleanno dello gnomo e la rottura annuale del cancello.
E un anno un braccio. E l'anno dopo l'altro. E poi la centralina. E le lumache che non gli davano tregua infilandosi nei condotti elettrici.
Io sono contro l'accanimento terapeutico e valga questo post come testamento biologico. Capite pertanto la mia sofferenza nel continuare a ripararlo. E' un cancello nato male. E questa volta ho deciso di togliere tutto. Via tutto! Via quegli inutili, pesanti e rumorosi ingranaggi e al loro posto una vecchia classica serratura con la chiave.
Il costo annuale di energia elettrica del cancello infernale è irrisorio. Cercando qua e là su internet ho visto che incide poco sui consumi elettrici. Ma le riparazioni erano veramente eccessive (a botte di 300/400 euro a volta). Mi dicevano: fai un'assicurazione. E per che cosa? Per non scendere dalla macchina per 1 minuto??? Marco, che da poco ha scoperto il solare termico, s'è definito un coglione. Tranquillo, non sei solo, ora hai trovato il secondo.
Foto "Should we get in?" di lancelot_milano

lunedì 26 ottobre 2009

Il piacere di una buona birra artigianale italiana



Ero stufo della solita birra. Del solito sapore. La multinazionali della birra ci propinano ormai lo stesso gusto. Dolciastro. Alla ricerca di nuovi gusti mi sono felicemente imbattuto in alcuni birrifici artigianali della mia zona. Molto famoso dalle nostri parti è il Birrificio Italiano. In questi giorni sto provando anche due buone birre del Birrificio Artigianale Lariano.
In italia sono oltre 270 i birrifici. Producono birre non filtrate e non pastorizzate, ricche di aromi e di sapori.
Altreconomia ha appena messo in stampa una guida che racconta delle birre artigianali italiane (MASSIMO ACANFORA, Un'altra Birra!, 2009, Altreconomia). Sulla rete trovate il portale dei microbirrifici per scoprire dove poter assaporare un po' di vera birra italiana.
Il massimo sarebbe riuscire a trovare una distilleria che produca birra romulana a km 0. Se sentite qualcosa fatemi un fischio.

lunedì 12 ottobre 2009

La cuccia fai da te per la Nina

E' arrivata la Nina. Il nostro gattone Agamennone, proprietario del tavolino costruito con i pallets, non ha preso benissimo il nuovo arrivo. Ad aspettare Nina c'era già una fresca cuccia creata dal mio papà con del legno di scarto. L'ha trovata subito confortevole e si è intrufolata immediatamente dentro contro ogni più rosea aspettativa.

Durante la costruzione

La cuccia finita

La Nina e la cuccia

giovedì 24 settembre 2009

Raccordi rapidi per il collegamento dell'acqua calda alla lavatrice

Ovvero... "collegamento dell'acqua calda riscaldata dai pannelli solari alla lavatrice - parte seconda" (per la parte prima qui).

Ho riscoperto l'acqua calda. Su consiglio dell'idraulico ho installato dei semplicissimi raccordi rapidi, quelli "attacca-stacca" per intenderci, al rubinetto dell'acqua calda collegato alla lavatrice. Stessa cosa ho fatto su quello dell'acqua fredda e sul tubo dell'acqua della lavatrice. Così diventa molto comodo il passaggio dal rubinetto dell'acqua calda a quella fredda quando serve.

(P.s. Grazie Danda per i super aiuti a risistemare la "testata"del blog)

PRIMA
DOPO

lunedì 21 settembre 2009

... ed è solo lunedì!

In questi giorni ho visto finalmente dei politici leghisti delle mie zone preoccuparsi di ambiente, acqua e contenimento dei rifiuti.
Ho visto anche dei politici napoletani fare un pò i leghisti al parlamento europeo.
Ho visto un ex detenuto voler tornare in carcere perché fuori c'è troppa violenza.
Ho visto Videocracy.
Ho visto il triste ritorno dei militari italiani. Ma purtroppo ho visto anche questo. Questo. Questo. Questo. Questo, ...
Ho visto alle 20.30 questo censurato. E questo no.
Ho visto l'aria di New York più pulita di quella d'un verde paesino alpino.
Ho visto mamme terrorizzate per questo costume e non per questo o per quello. Chissà cosa direbbero di questo scelto per le mie vacanze.
Bene.
E' solo lunedì, ma penso che per questa settimana ho già visto abbastanza.

lunedì 14 settembre 2009

ColoriAmo, l'idropittura comoda ed ecocompatibile

Mentre eravamo nel nostro colorificio di fiducia per scegliere il colore della nostra camera da letto che necessita di una rinfrescata, l'occhio della Lo è caduto su una nuova idropittura ecocompatibile. Comoda , semplice d'utilizzo, marchiata Ecolabel e già pronta per l'uso in molti colori. L'idea è molto simpatica.
Coloriamo è l’innovativa idropittura pronta all’uso che permette di rinnovare lo stile di ogni ambiente con una facilità mai vista prima. La formula super coprente di Coloriamo è stata progettata per assicurare risultati immediati con un’unica mano di prodotto. Coloriamo è già nella densità ideale per prevenire schizzi e sbavature: basta aprire la confezione, intingere il rullo o il pennello e mettersi al lavoro.La confezione da 2,5 l, pratica e leggera, è stata pensata per prevenire inutili sprechi di prodotto nel caso di piccoli lavori (una confezione vale circa 23 mq). Così è possibile dipingere anche una sola parete, o più pareti di colori diversi, senza dover acquistare latte di grandi dimensioni. La forma e le misure della vaschetta sono perfette per il rullo. ColoriAmo è un prodotto ecocompatibile, in vendita nei migliori colorifici d’Italia al prezzo consigliato di € 25,00.
Purtroppo avevamo già provveduto all'acquisto della nostra pittura (sempre ecocompatibile) pertanto non abbiamo provato il prodotto. Per trovare il rivenditore più vicino: www.coloriamo.com
Vi consiglio sul Corriere di ieri un articolo sull'inquinamento domestico, molto spesso sottovalutato, generato anche da vernici per pitture e mobili con legno trattato.

mercoledì 9 settembre 2009

9/9/09 La forma è il vestito della sostanza. "Consumo meno" si rifà il look.


Un nuovo anno "sociale" riparte con questo post. In queste settimane mi sono dedicato ad un restyling del blog.
Notate subito il nuovo logo. E' il simbolo "shut down/spegnere" ruotato in modo da ricordare una "c" e un "meno": consumo meno.
Ringrazio tantissimo Fabio che è mi ha molto aiutato ed riuscito a realizzare proprio quello che avevo in mente: un logo semplice, pulito, facilmente identificabile e che esprimesse con un simbolo la mission del blog. Vi consiglio di leggere anche il suo intelligente blog del quale condivido sempre i contenuti.
Nell'intestazione ho usato simbolicamente il carattere sprang eco sans proprio per ricordare i temi cari al sottoscritto e ai lettori del blog.
Altra novità sono le tre colonne che mi aiuteranno a distribuire meglio i contenuti. Ho trovato i suggerimenti più chiari su questo blog. Per modificare poi l'ampiezza delle colonne e gli spazi mi sono affidato a questi consigli.
Per modificare la favicon che blogspot dà come predefinita con il suo marchio arancione e bianco (è quell'immagine piccola che trovate a lato dell'indirizzo http nella barra dell'indirizzo) ho trovato consigli utili sui programmi per crearla su questo blog. Per il codice html vi consiglio invece di usare quello riportato su questo blog (ho avuto dei problemi con il codice consigliato su "mondo informatico").
Sto ancora lavorando al trasloco: devo inserire nuovamente l'elenco dei blog e dei link che sono andati persi. Qualcosa dal punto di vista grafico ancora non mi soddisfa pienamente...ma ho tutto l'autunno per sbizzarirmi con nuovi esperiementi.
Il look è cambiato. I temi e l'esperienze che vi racconterò nei prossimi mesi resteranno però sempre le stesse. Insomma ... cambia un pò la forma ma non la sostanza. Fatemi sapere cosa ne pensate!

martedì 8 settembre 2009

lunedì 7 settembre 2009

Pulizia e manutenzione solare termico e fotovoltaico

Diversi mi chiedono cosa faccio come opere di manutenzione degli impianti fotovoltaico e solare termico. Praticamente niente.
I pannelli fotovoltaici si puliscono da sé con l'acqua piovana. Stesso dicasi del solare termico. Ogni tanto faccio un giro sul tetto, ma più per godermeli un po' (feticismo?) che per opere di manutenzione.
Un anno con la grandine si sono rotti 3 tubi del solare termico (mentre il fotovoltaico non aveva subito neanche un graffio). Nel giro di pochissimi giorni sono intervenuti quelli della casa costruttrice che li hanno subito cambiati senza dover pagare nulla (e sarà così per 10 anni).
In caldaia controllo ogni tanto le spie del bollitore dell'acqua. Quando vado via per molti giorni in estate e non utilizzo pertanto l'acqua calda, copro i pannelli termici con un telo bianco (come in foto).
Questo permette di mantenere l'acqua a temperature basse anche se non c'è utilizzo degli impianti sanitari. Non essendo utilizzata acqua il rischio sarebbe quello di far arrivare a temperature problematiche l'acqua raccolta nel bollitore. I pannelli fotovoltaici invece li lascio liberi e belli a produrre energia anche mentre son al mare.

venerdì 4 settembre 2009

mercoledì 2 settembre 2009

L'acqua come dopobarba

Finalmente, dopo mesi dalla sua pubblicazione, il post sull'utilizzo dell'acqua fredda come dopobarba ha la tua spiegazione scientifica. Grazie a O Pato Desafinado.
L'acqua fredda chiude più velocemente i pori e microferite lasciate dal rasoio, diminuendo inoltre la circolazione periferica. In questo modo hai una maggiore sensazione di freschezza e riduci la possibilità di contaminazione dei pori. In pratica dovresti sciacquarti prima con acqua molto calda per aprire i pori, raderti e dopo acqua fredda.

lunedì 31 agosto 2009

L'acqua del rubinetto e le prove della Golosastra.

Acqua acqua acqua. Ci saranno 40 gradi mentre sto scrivendo questo post. La Golosastra sta sperimentando per noi "questo marchingegno"...

... io sto sperimentando questo marchingegno, da applicare al rubinetto della cucina. Tutto l'ambaradan costa in un negozio bio circa 18 eurozzi, il filtro dura circa due mesi e poi si sostituisce al costo di circa 6€. Mi piacerebbe sentire qualche opinione!
Qualcuno dei chimici in ascolto riesce a chiarirci le idee? E per chi si è perso la discussione sull'acqua del rubinetto basta cliccare qui.

lunedì 24 agosto 2009

Adotta un kW: aggiornamenti.

Durante l'estate Paridao si è informato sul progetto Adotta un kW. Non è più Solare Collettivo che si occupa del progetto che è passato a Retenergie. Vi riporto qui di seguito la presentazione del progetto che Paridao mi ha gentilmente inoltrato.

La nostra storia è cominciata nel 2007 con Solare Collettivo, un'associazione culturale il cui scopo è diffondere tematiche inerenti giustizia sociale e energie rinnovabili; nel corso del 2008 l’associazione ha promosso la realizzazione del progetto Adotta un kw, culminato nella costruzione di un impianto fotovoltaico da 20 kw sul tetto della Coop Proteo di Mondovì, Cuneo. Oltre a ciò sono in corso altri progetti di natura differente – energia/agricoltura biologica, energia/paesi in via di sviluppo – che si possono vedere nel sito www.solarecollettivo.it

Solare Collettivo per il futuro non intende realizzare altri impianti da energie rinnovabili. Per questo scopo a Dicembre 2008 è stata creata Retenergie Società Cooperativa www.retenergie.it

Da quella data in avanti tutti quelli che vogliono partecipare al progetto di costruire collettivamente impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili possono associarsi ad essa.

Inoltre la grande caratteristica di novità della cooperativa risiede nel fatto che un domani, quando gli impianti saranno operativi, i soci potranno utilizzare a casa loro o sul posto di lavoro, l'energia prodotta dalle loro stesse centrali, anche se i luoghi di produzione e consumo sono geograficamente lontani: questo è reso possibile dall'attuale ordinamento del comparto energetico in Italia.


Gli impianti che vogliamo fare sono
  • fotovoltaici in zone vocate con taglie minime di 20 kw su tetti o al limite su terreni fortemente compromessi quali discariche o cave, in ogni caso non su terreni agricoli
  • Idroelettrici di piccola-media taglia su canali artificiali o corsi d'acqua già antropizzati per minimizzare l'impatto ambientale


  • microeolico ( max 1 Mw ).

  • Impianti di cogenerazione con particolare attenzione a filiera corta e utilizzo di biomasse legnose derivanti da pulizie dei boschi evitando l’utilizzo di colture no food e di liquami derivanti da allevamenti zootecnici intensivi.
Per la prima fase di questo grande progetto abbiamo bisogno di allargare la base sociale, in particolare Soci Sovventori che apportino capitale, in modo da ridurre per quanto possibile l'intervento delle banche. In un secondo momento, quando avremo fatto gli impianti, potremo accogliere Soci Cooperatori, quelli cioè che si associano per poter consumare, con vantaggi di varia natura, l'energia prodotta. Soci Sovventori e Cooperatori possono coincidere.

I Soci Sovventori si associano con la quota base di 500 euro che diventa capitale sociale, tutti gli anni l'Assemblea si riunisce per discutere il bilancio e in presenza di utile assegna ad ogni socio la propria quota di rivalutazione, secondo quanto indicato sul Regolamento Soci Sovventori.


Chi volesse investire cifre maggiori lo può fare sempre sotto la forma di aumento del capitale o in alternativa con il Prestito Sociale che si è stabilito per l’anno in corso avere un tasso di rivalutazione del 3,5% annuo.

Dato che ci interessa un modello di sviluppo democratico e decentrato cerchiamo il più possibile di coinvolgere gruppi locali che si interessino a individuare i siti e le tipologie per degli impianti nuovi, per questo è importante appoggiarci o favorire il nascere di gruppi di persone organizzati che promuovano la nascita dei singoli progetti.


Queste entità, denominate Nodi Locali, godono della massima autonomia nella proposta dei progetti e delle modalità per realizzarli pur facendo parte a tutti gli effetti della Cooperativa.

La prima realizzazione sarà una Centralina idroelettrica da 60 kw in provincia di Reggio Emilia, nel frattempo stiamo facendo i progetti per altri due impianti idroelettrici, uno da 200 kw in provincia di Cuneo e l’altro da 100 kw in provincia di Treviso. Inoltre stiamo lavorando alla realizzazione di un impianto fotovoltaico in provincia di Torino.


Ecco uno schema molto semplificato del progetto:
  1. il socio entra nella cooperativa con 500 euro o più
  2. la cooperativa costruisce gli impianti che producono energia
  3. tramite lo stesso GSE o un trader ( o grossista accreditato) l'energia viene conferita ai soci della coop mediante un accordo con un Distributore Locale ( anche di notte quando il fotovoltaico non produce o in estate quando l'idroelettrico potrebbe rallentare: è questo il motivo per il quale occorre utilizzare la Rete nazionale come “serbatoio”)
  4. con gli utili derivanti dal proprio lavoro la coop rivaluta il capitale sociale o il prestito sociale dei soci ( secondo vantaggio)
  5. in sostanza il socio che ha messo 500 euro dopo un anno vede rivalutato il proprio capitale dell'x%, paga l'energia un prezzo trasparente, ne conosce la provenienza ( no carbone, petrolio, gas, nucleare, ecc...) e partecipa consapevolmente a tutto il processo di produzione e consumo dell’energia stessa.
Riteniamo che questo sia un passaggio fondamentale nel cammino verso la realizzazione di un modello di sviluppo sostenibile all’interno di un disegno mirato a dare nuova dignità e consapevolezza all’uomo; dignità che non può realizzarsi se non in equilibrio con la natura attraverso un ideale di giustizia sociale ed economica che deve caratterizzare tutte le nostre scelte.

giovedì 20 agosto 2009

Rieccomi!

Sono rientrato dalle ferie. Bellissime. Son sicuro che la Gallina prima o poi ne parlerà. Sto lavorando in questi giorni sul blog per migliorarne la fruibilità dei contenuti e fare un pò di aggiornamento grafico (niente di particolarmente sconvolgente viste la mie capacità di smanettone). Da un pò di tempo avevo in testa una nuova immagine per il blog e anche un nuovo logo. Il tutto sempre con molta semplicità visto che farò quasi tutto da solo. Tenterò anche di apporre qualche piccola modifica al template di blogspot.

Sto leggendo i commenti che mi avete lasciato durante le vacanze; nei prossimi giorni risponderò a tutti. Qualche commento merita di essere trattato in un post apposito visto che ci aggiorna circa alcuni temi trattati.

Segnatevi la data: 9/9/09
Consumo meno si rifà il look.

lunedì 20 luglio 2009

Tempi cucina solare e tanti saluti estivi.

Dovevo alla Gio - e a molti altri - una risposta più precisa sui tempi di cottura con la cucina solare. Ho iniziato a fare dei piccoli test caserecci. Ho iniziato con il caffè.

Qui sotto i due video che paragonano i tempi della cucina solare con quelli del normale fornello a gas. La giornata era non particolarmente soleggiata, con zone d'ombra causate da qualche nuvola ... insomma ... una giornata normale.

Dal piccolo test è risultato che i tempi della cucina solare sono di poco superiori a quelli usati con il fornello piccolo di una cucina a gas. Farò alti test al rientro delle ferie vi terrò aggiornati.

A proposito di ferie... dopodomani parto per la Croazia e non aggiornerò il blog per 3 settimane (in foto sopra le cascate di Plitvice che non mancheremo di visitare). Perdonatemi se in questo periodo non ho aggiornato il blog con la stessa frequenza di qualche mese fa, ma è stato un periodo molto frenetico. Recupererò al rientro delle ferie... quando sarò fresco come una rosa dopo tre settimane di campeggio naturista! Buona estate a tutti!




martedì 14 luglio 2009

Oggi sciopero!

Anche io aderisco all'appello di Diritto alla Rete contro il DDl alfano che imbavaglia la Internet italiana.

lunedì 6 luglio 2009

Consommé freddo di piselli con cucina solare. The Movie.

Dopo il grande successo della marmellata di kiwi con la cucina solare, ecco a voi un nuovo video di una ricetta della Lo: consommé freddo di piselli. Sul sito della Lo tutti i passi per gustarvi il consommé. Qui sotto il video che ne riassume i passaggi. Gustatevi anche la colonna sonora dei Nés Funky scaricata da Jamendo. Come sempre... buona felice, facile e funky decrescita a tutti!

lunedì 29 giugno 2009

Moka solare

Per usare la caffettiera sulla cucina solare bisogna usare l'accorgimento di coprire con della stagnola le parti in plastica. Nel giro di pochi minuti, se dovessimo dimenticarcene, troveremo manico e pomello del coperchio completamente fusi.
Il manico della nostra moka aveva già subito qualche principio di fusione già con il normalissimo fornello della cucina classica. E' stato sufficiente mettere non correttamente la stagnola una volta con la cucina solare per dargli il colpo di grazia.
Con il manico rotto ho deciso di far sostituire da mio papà (ricordate il tavolino?) il manico e il pomello del coperchio con l'alluminio. Ora non è più necessario mettere la stagnola per coprire manico e coperchio (bisogna però sempre ricordarsi di toccare la moka con molta attenzione perchè ora le parti in alluminio scottano).

A voi la riscostruzione del Serafino della moka rotta in versione "solare":

mercoledì 24 giugno 2009

Pellet radioattivo. Le analisi dell'Arpa Piemonte: livelli molto bassi e lontani dalla soglia di rilevanza radiologica.


Riporto pari pari il comunicato stampa dell'ARPA Piemonte (Azienda Regionale per la protezione Ambientale) sulle analisi effettuate ai famigerati pellets. I livelli sono bassi e lontani dalla soglia di rilevanza radiologica.
CONTAMINAZIONE RADIOATTIVA CESIO-137 IN PELLET I PRIMI RISULTATI

Arpa Piemonte sta effettuando un'estesa campagna di misure per valutare il contenuto di radioattività (Cesio-137) nei pellet utilizzati in Piemonte.

I risultati relativi alle prime misure effettuate (spettrometria gamma con rivelatori al Germanio Iperpuro), riguardanti due campioni di pellet e uno di ceneri di combustione prelevati a scopo conoscitivo da funzionari di Arpa Piemonte presso utilizzatori privati sono i seguenti:

Tipologia campione

Luogo campionamento

Concentrazione (Bq/kg)

Pellets Naturkraft (Lituania)

Baldissero Torinese (TO)

24,7±2,3

Tree Pellets (nazionale)

Biella

2,44±0,27

Ceneri pellets

Biella

497±48

Si tratta nel primo caso di un campione di pellet della marca che è stata oggetto delle azioni di sequestro preventivo da parte della Magistratura, mentre nell'altro caso si tratta di pellet di un produttore nazionale.

I dati riportati indicano valori di concentrazione nei pellet piuttosto contenuti. Più elevati invece, come previsto, i valori riferiti alle ceneri che, per loro natura, tendono a concentrare i componenti non volatili. Si tratta tuttavia, in tutti i casi, di livelli che sono di molto inferiori a quelli riferiti da alcuni organi di stampa.

Il più significativo rischio ipotizzabile è legato all'inalazione delle ceneri durante le operazioni di pulizia della stufa. Assumendo, per ipotesi, come riferimento il massimo dato di concentrazione nelle ceneri riportato dagli organi di stampa (40.000 Bq/kg), le stime di dose alla popolazione portano comunque a valori molto bassi, assai lontani dalla soglia di rilevanza radiologica. Tale stima di dose non è aumentata in modo significativo dall'eventuale spargimento di ceneri sul terreno e dal conseguente consumo di generi alimentari.

Si precisa che le considerazioni sopra riportate sono prime valutazioni effettuate sulla base dello scenario peggiore, ipotizzato su quanto è al momento noto in termini di massima contaminazione rilevata nelle ceneri dei pellet. Tali valutazioni sono suscettibili di variazioni nel momento in cui dovessero emergere elementi nuovi attualmente non noti.

Fonte del comunicato: http://www.arpa.piemonte.it/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=433

Invito tutti, me compreso, a cercare la famosa linea rossa di qualche post fa ... che divida, in questo caso, il panico da radioattività e l'utilizzo del pellet come risolutore di tutti i problemi energetici.

lunedì 22 giugno 2009

TFR e buon senso.

I fondi pensione non hanno avuto molta presa in Italia. Anche io sono tra quelli che hanno fatto la scelta di lasciare il TFR dove si trovava (in azienda). Non l'ho mai sentito lamentarsi. Una legge mi assicurava (e me lo assicura ancora) di ritrovarmelo un pò rivalutato e, nel caso fossero andate le cose male in azienda, ci pensava l'INPS a garantirmelo.
Non ho aderito - e con me molti italiani - alle pressioni mediatiche della previdenza integrativa. Ho preferito diversificare gli investimenti e ho preferito lasciare il TFR in azienda. Non ho fatto molti calcoli: tutta questa pressione e tutta questa fretta (compresa quella dei sindacati) non mi aveva convinto.
Dal corriere leggo che i fondi pensione azionari hanno perso quasi il 25%.


sabato 20 giugno 2009

Co-housing, condomini solidali e Adriano che cerca una stanza.

Si stanno sviluppando in Italia nuove forme di vita in comune. Una guida pratica ci spiega perchè vivere in co-housing, le esperienze di chi ci è riuscito e un panorama delle esperienze europee ed italiane.

Che cos'è il cohousing?
Una particolare forma di vicinato dove coppie e singoli, ognuno nel proprio appartamento, decidono di condividere alcuni spazi e servizi comuni come il mangiare, la gestione dei bambini, la cura del verde, ecc. Le esperienze raccolte in questo libro provengono da Paesi dove il fenomeno è ormai ben radicato e diffuso. Stimolanti e vivide sono infine le testimonianze raccolte nel DVD allegato, girato in diversi cohousing in Belgio, Svezia, Olanda, Gran Bretagna e Germania. Un documentario inedito che fa conoscere le facce e le storie personali di chi da anni e con grande soddisfazione ha scelto il cohousing.
Autore: Matthieu Lietaert
Editore: Editrice AAM Terra Nuova
Pagine: 192


A proposito di condivisione, Adriano mi ha mandato questo SOS. Ricerca una stanza in Lombardia.
Se qualcuno è interessato può lasciare un commento a questo post.
ciao Marco,
vorrei sfruttare il tuo blog che vedo abbastanza letto (più del mio sicuro) per lanciare annuncio che credo che col consumare meno abbia sicuramente a che fare.
Non lavoro da un paio di mesi ormai e oltretutto il mio coinquilino mi ha annunciato che lascia la stanza da lui occupata per cui devo oltre a cercare lavoretto anche casa; infatti vorrei lasciare il mio appartamento perchè pago comunque tanto (250 a testa) devo trovare una soluzione che mi consenta di poter andar via al meridione quando mi conviene e senza preavvisi semestrali (come nel mio caso contrattuale) cerco quindi un posto letto ovunque anche sotto i ponti purchè connesso ad internet, infatti la mia prerogativa è continuare a lavorare alla attività di vendita online delle mie bici elettriche e anzi devo sviluppare un discorso in zona con i comuni di bike sharing elettrico per cui per me questo periodo è molto importante, se mi dovesse andare in porto anche solo un progetto con un comune allora potrei anche decidere di tornare in Puglia e fare la spola...ma fino ad allora ritengo che la mia presenza in lombardia, date le mie conoscenze maturate in questi anni, è molto importante.
Sono un ottimo condivisore di case, chi mi conosce sa che sono persona puntuale, precisa, solare, pulita (chi si loda...).
Lancio quindi un SOS alla rete, cerco un posto letto internettizzato o internettizzabile che sia very cheap, molto economico, tipo un gettone presenza (100euri??), questo mi consentirebbe di sopravvivere e rimanere qui almeno fino a fine anno..periodo che riterrò cruciale in quanto segnerà il passaggio probabile al ritorno a casa. SOS amici, SOS casa, SOS stanza, SOS garage (mi va bene anche quello! :))
i miei soliti Saluti solari
Adriano Lapedota

lunedì 15 giugno 2009

Pellet radioattivo. E il mio video su You Tube finisce nell'edizioni di tutti i Tg nazionali.

Ore 13 di domenica 14 giugno. Annunciano un servizio al TG 5 su un partita radioattiva di pellets. Da utilizzatore di pellets mi fermo a vedere il servizio. Noto un qualcosa di familiare già dal lancio del servizio nei titoli. Sapete che immagini hanno preso per il servizio?? Quelle della nostra stufa a pellets pubblicate su You Tube! Che impressione vedere la stufa, il soggiorno e la libreria su canale 5! Per curiosità mi fermo a guardare anche il Tg1 e il Tg3. E anche lì spuntano alcune immagini della stufa tratte da You Tube che a questo punto è stata vista da tutta Italia. Anche lei ha avuto il suo quarto d'ora di celebrità. Che onore!
E dire che su You Tube il video ha solo una stellina.

Il servizio del Tg5 qui (inizio e fine servizio con la mia stufa)

Il servizio del Tg1 qui (dal 47^ secondo)
E questo è il video orginale. Tarantino, Muccino, ... mi fate un baffo!


lunedì 8 giugno 2009

Forno solare: costruirlo o acquistarlo?

Abbiam parlato diverse volte di cucina solare (che è sempre un forno solare a concentrazione che sfrutta uno specchio parabolico).
E' arrivato il momento di continuare nelle lotta di abbassamento dei consumi elettrici con l'utilizzo di un forno solare a scatola.

Come funziona? Quanti gradi raggiunge? Quanti modelli esistono? Quanto tempo il cibo impiega per cuocere?
Le risposte a tutte le vostre domande sono qui.

Vera mi ha suggerito di costruirmelo. Sostiene che è semplice. Ma lei non conosce le mi scarse abilità manuali, la mia pigrizia e la mia poca pazienza. Però non posso deluderla. Quasi quasi ci provo.
Nel frattempo se anche a qualcun altro venisse lo schiribizzo riporto qui sotto le diverse tipologie di forni solari che ho trovato in rete (il primo è quello di Vera).
Cliccando sulla foto andate direttamente alla pagina di ciascun forno.





Per chi ha deciso di tentare di costruirselo o vuole avere maggiori info può seguire anche questi link:

Per chi invece ha deciso che il fai da te non fa per te può ordinarlo già fatto cliccando sulle immagini (il modello è identico):



E ora che abbiamo il forno non ci resta altro da fare che seguire delle ricette "solari" o condividere con gli altri il suo utilizzo su Wiki Solar Cooking.

C'è qualcuno che mi fa compagnia nell'avventura di costruirselo?