mercoledì 14 gennaio 2009

Un anno senza sprechi: le disavventure di un consumatore coscienzioso

Leggere "La Vita ridotto all'osso" di Hickman è molto semplice. Applicare nella pratica quotidiana la sua esperienza è un pò più difficile (ma non impossibile) . Vi riporto la recensione scritta dal mio amico metanista Luca Masera che spero invogli a leggere questo divertentissimo libro.

*****
Durante gli ultimi anni l’esercito di coloro che nel vivere quotidiano si sono interrogati sul proprio stile di vita si è fatto davvero numeroso: si sente sempre più gente, infatti, domandarsi se le loro azioni avranno un impatto negativo sul pianeta o se sia etico che al mondo esista qualcuno costretto a sopravvivere con l’equivalente di due dollari al giorno. Solo che poi la maggior parte di queste persone continua imperterrita a condurre una vita fatta di ristoranti e partite di pallone, incuranti del fatto che “annualmente vengono spesi trentatré miliardi di dollari in cosmetici e profumi, laddove ne basterebbero ventinove per eliminare la fame e garantire acqua potabile a tutti” Leo Hickman, invece, giornalista ecologista del quotidiano inglese The Guardian, ha deciso di verificare sul campo se un’esistenza vissuta in modo eco-compatibile non sia soltanto un ideale impossibile da praticare quanto piuttosto un progetto attuabile concretamente. Accettando la sfida lanciatagli dal suo giornale, Hickman si è fissato come obiettivo quello di iniziare a condurre insieme alla sua famiglia una vita più etica, facendo un passo indietro rispetto alle sue abitudini e di conseguenza “riducendo la sua impronta biologica”. Prendendo a cuore l’esperimento, il giornalista si è rivolto a un team di professionisti che gli ha spiegato con cognizione di causa e con molti dati scientifici alla mano perché avrebbe dovuto fare dei cambiamenti nella sua vita. Come prima cosa questi consulenti, dopo aver fatto piazza pulita del suo frigo, lo hanno incoraggiato a diventare vegetariano o, per lo meno, a mangiare meno carne e pesce e a scegliere prodotti da fonti selezionate visto che i 138 milioni di europei che già lo hanno fatto hanno procurato sostanziali vantaggi all’ambiente, alla salute degli umani e a quella degli animali. In seguito lo hanno elogiato per aver comprato certi alimenti quotidiani come pasta e riso in sacchi grandi così da ridurre gli imballaggi… ma subito dopo lo hanno bacchettato per i cibi deperibili in piccole confezioni come albicocche secche, noci e passata di pomodoro, nonché per i tanti prodotti dietro i cui marchi di facciata si nascondono in realtà le grandi multinazionali. Tra un aneddoto e l’altro si passa al problema dei rifiuti domestici e ai mille modi con cui questi potrebbero venire riciclati: tanto per fare un esempio, i quasi otto milioni di pannolini che in Gran Bretagna quotidianamente finiscono in discarica, costituiscono la metà della spazzatura di una famiglia. Per questo motivo si dovrebbe cercare di usare quelli lavabili, che non saranno molto pratici ma almeno permettono di risparmiare oltre cinquecento sterline nell’arco di tempo in cui un bimbo li utilizza.Il Libro di Hickman prosegue su questa falsa riga in modo estremamente ironico e disincantato,raccontando l'anno vissuto perisolosamente dal giornalista e dalla sua famiglia: ma lungi dal rappresentare un trattato specialistico pieno di tabelle e dati scientifici, quanto piuttosto il divertente resoconto di come un uomo potrebbe (e dovrebbe) decidere "la cosa giusta da fare" invece di optare per le cosiddette "scelte di comodo"

La vita ridotta all’osso di Leo Hickman
Edizioni “Ponte alle Grazie”
€ 16.00

8 commenti:

Caty2 ha detto...

Ma poi ha continuato in queste scelte o dopo aver scritto il libro è ritornato ad essere un comune mortale? Mi fai venire in mente quei film americani che ci raccontano di quei gruppi religiosi (gli Amish o i Mormoni?)che mantengono abitudini legate alla terra. Certo che ci si deve provare, ma credo senza farsi troppe illusioni. Ovvero bisogna sempre tendere al massimo per ottenere qualcosa.Ciascuno di noi nel nostro quotidiano. Ciao Marco ti leggo sempre con piacere ed interesse. Caty2

C- Marco ha detto...

Grazie Caty !!!  Leo Hickman credo proprio stia continuando visto che si trovano ancora i suoi articoli su
The Guardian
  .  Anche io la penso come te... senza tante illusioni... senza trasformarlo in una religione...con molta ironia (proprio
come Hickman nel suo libro)  ma contemporaneamente dando il giusto peso alla cosa cosci che anche dei piccoli cambiamenti possono fare molto per
cambiare il mondo. L'importante, però, è sentirsi bene mentre lo si fà. Deve essere gioia. Se deve essere uno sforzo... allora meglio lasciare perdere. O no?

Lo ha detto...

ti lascio un post di una mia amica, credo possa piacerti!
http://stelladisale.blogspot.com/2009/01/inquiniamo-meno.html
bacio

sunny ha detto...

mi hai proprio trasmesso la curiosità di leggerlo e di regalarlo a qualcuno che so io.
grazie, Marco, per la tua segnalazione e per le riflessioni che ci proponi con questo tuo blog. A me pare che stia venendo su molto bene. Complimenti e tanti auguri per questa nuova avventura :-)

Anice ha detto...

Io l'ho letto lo scorso autunno.
E' molto interessante e simpatico sia per chi si accosta per la prima volta a questi argomenti, sia per rinfrescare la memoria a chi come me conosceva e tentava già di applicare molte delle proposte del libro.
Ho letto anche il suo secondo libro "ultima chiamata" incentrato sull'impatto socio-ambientale dei viaggi e mi ha scioccato!
Prima o poi scriverò qualcosa su sti libri anche io...meritano pubblicità

C- Marco ha detto...

Sunny Sunny! grazie mille per i complimenti per il blog. SOno proprio un superneofita... pertanto mi fanno molto piacere. Son strafelice di avereti dato un'idea.

Invece un'idea l'ha deta Anice a me ... di leggeremi il secondo libro! (grazieee!!!)

Ufic ha detto...

Sui pannolini lavabili vorrei scrivere appena posso due righe: noi con la nostra piccolina li usiamo e ti assicuro che non è vero che non sono pratici :)

Marco ha detto...

Ottimo Ufic! Appena lo scrivi ti linko immediatamente!