giovedì 4 febbraio 2010

Ecovillaggio solare in Umbria



Sta nascendo in Umbria un ecovillaggio solare. L'idea di vivere in un posto così è affascinante. Per il mio carattere, ma questo è un mio limite, mi preoccupa invece la vicinanza ristretta che si crea con i miei simili, con la comunità. In molti gruppi che si definiscono eco-equo-etici-ecc.. ho rivisto gli stessi meccanismi della normale società (egoismi, protagonismi, i più realisti del re, l'esaltazione dell'ovvio, l'esaltazione "tout court", ...). Ma ripeto, questo è un mio limite. Per il momento posso andare al massimo ad aiutare Max (per un paio di giorni) a raccogliere le olive. Non conosco la comunità che sta costituendo questo ecovillaggio. Già solo l'idea merita però di essere condivisa. E' in controtendenza rispetto ad ogni logica attuale. L'impegno e il coraggio per creare un progetto del genere è sicuramente complesso e va decisamente premiato con la diffusione. Se proprio devo avere dei vicini stronzi li vorrei avere in ecovillagio come questo.








Ecovillaggio Solare
Un'idea diversa della casa, dell'energia, del vivere in mezzo alla natura e delle relazioni tra vicini di casa.
Finalmente si parte!
Dopo 9 mesi di lavoro, incontri con il Comune di Perugia e Gubbio, geologi, architetti, ingegneri, costruttori e persone interessate a comprare una casa antisismica con consumi energetici irrisori, siamo lieti di annunciarvi che siamo arrivati a far decollare il progetto.
Il progetto iniziale è stato profondamente modificato e ci sembra finalmente soddisfacente.

Dove
Umbria, comune di Perugia, una valle meravigliosa che si sviluppa lungo il corso di un piccolo torrente. Verde a perdita d'occhio, sulle colline. Boschi e oliveti. L'Ecovillaggio ha intorno 40.000 mila mq di verde. Se non vi piace la vita bucolica non fa al caso vostro.
Il tutto si trova a 8 km dalla strada asfaltata, 12 dal tabaccaio, 14 dalla superstrada E45, 30 km da Umbertide, 40 da Perugia.

Case ecologiche
Le costruzioni saranno ecologiche, con isolamento termico, pannelli solari, impianto idrico duale, raccolta dell'acqua piovana eccetera... Ogni modulo comprende 2000 mq di giardino, di cui 50 a orto, 50 a frutteto, il resto olivi, prati pascoli e bosco.
Orti e frutteti avranno un comune sistema di irrigazione a goccia temporizzato. Ogni famiglia avrà quindi terreno sufficiente per i propri fabbisogni alimentari, che potrà usare direttamente o dare in gestione a un eventuale orticultore ricevendone in cambio parte del raccolto.

Autocostruzione
Grazie allaiuto essenziale di Banca Etica e alla disponibilità espressa dal nuovo sindaco di Perugia, Wladimiro Boccali, avremo, inoltre, 16 unità abitative in autocostruzione su unarea la cui destinazione urbanistica sarà modificata da agricola a edilizia popolare, quindi gli acquirenti compreranno terreno a costo agricolo e dovranno sostenere le sole spese per i materiali edilizi e la progettazione. Questa offerta è limitata però a quelle persone che si costruiscono la prima casa e hanno particolari requisiti di reddito specificati dal Comune di Perugia riguardo a chi ha il diritto di avere agevolazioni per la casa. E indispensabile che il gruppo degli Autocostruttori si Autoorganizzi.

Leggi qui lintera presentazione del progetto:
http://www.ecofiera.it/blog/ecovillaggio


Per aggiornarti sullo stato di avanzamento del progetto e particolarmente sullAutocostruzione:
http://ecovillaggio.ning.com/

Per info e contatti:
arcanopennazzi@gmail.com - 392.5940952

11 commenti:

LaGolosastra ha detto...

ci facciamo un pensierino? Mi volete come vicina di pollaio, oppure non sono abbastanza stronza ;) ?

Marco *Consumo Meno* ha detto...

te sei stronzissima. Vai benissimo. :-D Affare fatto

Danda ha detto...

Beh, sono proprio curiosa di sapere come andrà a finire... riusciranno a costruire una tale comunità? Sarebbe bellissimo!
Ma intanto, Marco, c'è una nota di amarezza nelle tue parole... a noi lo puoi dire... cosa ti hanno combinato i vicini?

ALCHEMILLA ha detto...

Mi affascina, alletta e incuriosisce. Ma anche io ho i tuoi stessi dubbi per quanto riguarda la convivenza troppo ravvicinata con i miei simili.
Ma magari oltre ad un'ecologia dell'ambiente queste persone sono ecologiche anche nella mente e non si fanno tante paranoie come me...

Marco *Consumo Meno* ha detto...

Rileggevo nel blog di Jacopo Fo qualche approfondimento sul Villaggio. Mi fa
piacere vedere che molte delle mie "preoccupazioni" sono riprese nel suo blog
segno della forte riflessione che c'è alla base di un progetto così grande e
anche di una grande esperienza nel "settore".

Ad esempio...


da:
http://www.jacopofo.com/ecovillaggio-solare-ambiente

Aproposito del darsi o non darsi regole condominiali.

Credo che si debba creare una situazione che apra alle possibilita', che sia
strutturalmente rivolta verso la cooperazione, senza renderla obbligatoria.

Quindi non fisserei la necessita' di assemblee, spese collettive, gestione
collettiva di bambini o altri servizi.

Andro' oltre: credo che il meccanismo assembleare sia intimamente perverso
perche' porta all'emergere di pessimi impulsi verso il leaderismo, la scontro di
potere, la zizzania e la scissione.

Da 30 anni vivo a Alcatraz e ho sperimentato con grande piacere la spontaneita'
dello stabilirsi di nuovi codici.

Le persone tendono naturalmente verso la collaborazione. Regolamentare e' per me
un errore.

Quello che vedo funziona e' il continuo lavorio delle relazioni a due.

Il gruppo e' l'insieme di queste relazioni tra due individui alla volta.

E' un percorso eccellente per prendere qualunque tipo di decisione.

A Alcatraz esiste un gruppo di una quindicina di persone che lavorano assieme,
portano a scuola i figli, comprano la legna, lanciano progetti, organizzano
feste eccetera senza bisogno di creare spazi e tempi vincolati per la
discussione e senza bisogno di fissare turni, regole o obblighi.

Ugualmente non credo si possa progettare di fare la spesa assieme a priori.

Quando le persone inizieranno a vivere in un posto dove per lavare i panni hai
una lavanderia collettiva e se devi organizzare la festa di compleanno di tuo
figlio c'e' una sala a disposizione di tutti, dovrebbe venire spontaneo
organizzare l'acquisto collettivo di pasta.

 Cosi' come potrebbe venir voglia di creare un mercato interno di scambio:
biscotti contro salsa di pomodoro.

Ma regolamentare questo e' un casino pazzesco ed e' noioso in modo infernale.
Noi, ad esempio, continuiamo a scambiare beni al nostro interno senza tenere
nessuna contabilita'. Semplicemente chi non risponde alla generosita' con la
generosita' e' tagliato fuori.Anche qui tutto avviene da se' attraverso il
meccanismo delle relazioni a due.Insomma non vorrei che chi sceglie di comprare
una casa all'interno dell'ecovillaggio si debba poi sentire obbligato a una
serie di scelte.Facendo cosi' oltretutto rischiamo di radunare una banda di
noiosissimi burocrati della convivenza. O di illusi che pretendono di decidere
di creare una societa' comunista subito, senza fare i conti con i limiti e i
problemi di ognuno. Si fa presto a cadere nella comune religiosa ideologica. Una
cosa terribile che provoca solo rancori e dolori.

Marco *Consumo Meno* ha detto...

E' un VILLAGGIO.
Con le sue forme necessarie di democrazia decisionale.
Ma una volta deciso che ci sono una lista di lavori da fare, salvo casi
eccezionali, quei lavori si fanno tutti gli anni senza bisogno di nessuna
assemblea.
Da questo punto di vista strettamente decisionale io poi non deciderei che ci
sono tot ore di lavoro, ad esempio per la manutenzione, e che ognuno e' tenuto a
contribuire con tot di ore del suo lavoro.
Questo e' un sistema che crea obblighi, discussioni sulla qualita' del lavoro
svolto per la collettivita' eccetera. NO BUONO!

 Io agirei esattamente al contrario: ci sono dei lavori da fare, si decide di
farli, si cercano dei preventivi. Poi se qualcuno all'interno dell'ecovillaggio
vuole farli se ne assume la responsabilita' come se fosse una ditta esterna.
Questa modalita' semplifica enormemente i problemi.
E chi si occupa di chiedere i preventivi e sovraintendere i lavori per conto
dell'ecovillaggio? Una sorta di amministratore di condominio, pagato come un
amministratore di condominio, che puo' essere anche un elemento esterno all'ecovillaggio.
Io credo che il meccanismo di monetizzare i lavori da fare sia un modo per
togliere problemi, discussioni, polemiche.
Se il lavoro dell'amministratore dell'ecovillaggio non va bene, si cambia
amministratore.
E' semplice proprio perche' e' un lavoro pagato a fattura.
Se invece l'amministratore di condominio e' un lavoro volontario, chi lavora
si sente che gli altri devono essere grati. E gli altri sono in difficolta'
perche' non si puo' chiedere troppo a chi lavora su base volontaria non
retribuita.
Diventa un verminaio. Una fabbrica di recriminazioni e rancori. E si perdono
ore in chiacchiere inutili.
Nella vita il tempo e' la cosa piu' preziosa!!!
Attenzione, pero' all'interno dei membri dell'ecovillaggio i soldi possono
non essere euro ma assegni della banca del tempo interna. Ma ci deve essere un
chiaro corrispettivo tra lavoro e retribuzione.
Credo che piu' si semplifica il funzionamento di una collettivita' piu' le
cose funzionano.
Le regole devono essere poche e veramente essenziali: non puoi svegliarmi la
notte con la musica a tutto volume o perche' ti tira di suonare i bonghi su un
albero, non puoi buttare l'immondizia sui prati e non puoi scassarmi i
santissimi in qualche altro modo.
Le regole servono per i divieti essenziali.
E devono essere pochissime se vogliamo siano condivise e rispettate.

Poi ci sono gli auspici, il sogno. Che va coltivato con la pratica, non con le
assemblee.
Insomma sono dell'idea di mirare basso, cercare di realizzare in modo solido
obiettivi realmente raggiungibili.
Oggi non esiste un posto dove duecento persone possano vivere in modo
ecologico, in mezzo alla natura, condividendo alcune strutture essenziali di
servizio e di autoproduzione energetica, invece di possederle in modo
individuale, senza aderire a una setta religiosa.
Non esiste un condominio che invece di richiedere spese costanti per il suo
mantenimento e per i costi energetici produca, se ben amministrato, ricchezza.
Non esiste un posto concepito anche architettonicamente, per facilitare la
collaborazione e il contatto umano.

Inoltre, vogliamo che tutto questo abbia un prezzo ragionevole e condizioni di
acquisto e possibilita' di collaborazione al progetto, che facilitino chi ha
meno denaro.

Marco *Consumo Meno* ha detto...

Alchemilla... Danda.. stiamo a guardare... se funziona ci buttiamo anche noi :-D Anche se avremo come vicina di casa quella str*** della golosastra.
Ma Danda, non lo sai, che
il vicino è
il tuo nemico
? Dai scherzo...

Max T ha detto...

Marco, se vieni a raccogliere le olive, prima, dobbiamo scrivere alcune regole. Magari, per non prendere la scala, mi seghi gli alberi... non si sa mai.
Scherzi a parte la questione delle regole di convivenza e di collaborazione in un villaggio ecologico è complicata, non c'è esperienza. Credo ci possano essere enormi opportunità e sarebbe un peccato non coglierle ma, certo, fa una gran paura l'idea delle imposizioni, degli esaltati, dei rituali. La setta nooooo!

Lo ha detto...

@ Danda...volevo rassicurarti...Marco non è amaro a causa di trauma post esperienze...è nato così...acidofilo...esattamente come me...siamo un pollaio con ascendente orso ;)
p.s. ma vicino a quella stronza della golosastra ci vado ad abitare....

Marco *Consumo Meno* ha detto...

vedo che max ha già capito bene a che livello sono. Sì, è meglio scriverle. Potrei farti di peggio!

Lo, acido io?? Ma daiii! :-D

liquiriziaverde ha detto...

Ciao :)
Volevo avvisarti che ti ho linkato sul mio blog e ho citato un tuo post che mi era piaciuto, spero vada bene ^^
Se ti va di passare: http://liquiriziaverde.iobloggo.com/